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In the Gefsimansky garden, nel giardino dei Getsemani regna la quiete prima della passione di Cristo


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Prossimi alla Pasqua 2022 è un piacere scoprire il bellissimo olio su tela In the Gefsimansky garden (85x70 cm) uscito dal pennello e dalla mente dell’artista ucraino Svyatoslav Ryabkin che attualmente sta attraversando un periodo terribile unito al suo popolo.


Questo quadro raffigura la scena religiosa sul Monte degli Ulivi, un piccolo oliveto poco fuori dalla città vecchia di Gerusalemme (in aramaico la parola “getsemani” significa frantoio). Gesù alza lo sguardo verso l’osservatore interrompendo la sua preghiera. Chi vede? Una folla armata guidata da Giuda, l'apostolo traditore che lo farà arrestare. Questo luogo è divenuto meta di pellegrinaggio per i cristiani e ha accolto molteplici costruzioni di culto nel corso degli anni.


Il pittore Ryabkin ha placato la vivacità dei colori caldi del terreno per mezzo di aree luminose sulle vesti e le tovaglie distese a terra. In primo piano tre discepoli si sono addormentati vicino ai viveri dopo aver terminato il banchetto. I loro volti sono sereni e l'espressività è resa da tratti essenziali. Il pane, la bottiglia che conteneva il vino e il pesce, ormai ridotto a una lisca, sono i tradizionali simboli della cristianità. E in secondo piano c’è la figura di Gesù rannicchiato che sa che sta per lasciare il mondo terreno per volontà di Dio. Come il calice di vino, sul tavolino al suo fianco, scompare nell’oro del terreno illuminato dal sole, anche Gesù sta per "scomparire" nella luce divina.


L'artista Svyatoslav, chiamato Slava dagli amici, è di profonda fede ortodossa e numerose volte ha raffigurato i soggetti della religione cristiana come il pesce. Ricordate la sua interpretazione dell'Ultima Cena in The last supper (60x100 cm)? Secondo i Vangeli, questo momento ha preceduto la scena nel giardino dei Getsemani.

L'artista ucraino ha interpretato il Cenacolo di Leonardo da Vinci, capolavoro del Rinascimento italiano. Il suo stile vede dipinti i discepoli in modo stilizzato e impersonale in un'ambientazione priva di prospettiva. Anche nel caso di un soggetto religioso ha utilizzato colori forti e a contrasto quasi come fosse un disegno infantile, tratto inconfondibile del pittore che si mantiene sempre fedele a se stesso. Anche in questa tela incuriosiscono i dettagli come i catini con l'asciugamano per la lavanda dei piedi ai discepoli, sulla sinistra, e la figura schiva in basso a destra di Giuda che sta uscendo di scena dopo essere stato preannunciato il suo tradimento.


"In the Gefsimansky garden" è stato esposto a Spinea nella suggestiva Galleria Villa Simion. La tela multicolore trasmette un senso di convivialità ma gli elementi marcati induriscono la scena raffigurata: le barbe scure dei discepoli e i loro corpi distesi creano zone d'ombra sul terreno. Inoltre, nel cielo la delicatezza delle pennellate azzurre e rosa è brutalmente interrotta dagli spessi rami degli ulivi che, paralleli tra loro, sono una sorta di moduli ripetuti che, senza le estremità, perdono ogni connotazione realistica e l'armonia naturale. Secondo voi, cari Lettori, ricordano delle forchette (in riferimento al banchetto appena concluso) o dei forconi (le armi della folla armata)?

I rami neri sono solcati da nervature dritte invece, la maggior parte degli elementi sulla tela sono rigati da linee verticali e orizzontali che "quadrettano" la materia stesa copiosamente.


Questo intenso olio su tela è stato dipinto nel 2009, nello stesso anno di realizzazione di un altro suo quadro a tema religioso The robber reasonable (80x60 cm). Osservate come il focus è sullo sguardo di Gesù che salva letteralmente il ladrone redento. Il volto in pace di quest'ultimo vale il quadro. Interessante come l'artista abbia reso la foga del secondo ladrone crocifisso con Gesù sul Golgota (in aramaico o Calvario in latino), una piccola altura a settentrione di Gerusalemme. Egli ha gli occhi spiritati mentre sfida e insulta Gesù.


La Pasqua celebra proprio la resurrezione di Gesù, risorto il terzo giorno dopo la sua morte lasciando il sepolcro vuoto, come narrano i Vangeli.

Oggi regaliamo uova di cioccolato ma inizialmente, come segno di rinascita, venivano donate uova vere con il guscio colorato. In Abruzzo e in Friuli Venezia Giulia i contadini aggiungevano l'acqua benedetta nel cibo mentre in molte altre zone d'Italia venivano accesi dei falò in quanto il fuoco benedetto era un simbolo sacro.


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di Elena Sechet

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