• Elena Sechet & Webmaster

iPhone, avere il mondo in mano


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Nel quadro iPhone (90x50 cm) di Svyatoslav Ryabkin un uomo preferisce giocare con questo strumento, uno degli ultimi ritrovati tecnologici di casa Apple, piuttosto che salire sulla barca dalla vela bianca alle sue spalle e lasciare le preoccupazioni dentro casa.

La presentazione di Steve Jobs del primo Apple iPhone al Keynote (2007) riguardava un prodotto innovativo che era molto più di un telefono, quasi un computer. Il pubblico rimase sorpreso e un po' spaesato. "E' un telefono senza tastiera: non avrà successo perché non è pratico!" pensavano in molti, compreso Steve Ballmer di Microsoft. Tuttavia già nel 2012 le vendite di iPhone erano oltre 33 milioni di unità coprendo quasi il 4% del mercato mondiale dei dispositivi mobili.


Nel quadro "iPhone" l'uomo dalla grande testa calva è vestito da povero eppure ha tra le mani l'oggetto dei suoi desideri: un cellulare di ultima generazione. Cari Lettori, sapevate che alcune grandi aziende californiane regalano uno Smartphone ai senza dimora per combattere la povertà, che cosa ne pensate a riguardo?


Quest'uomo ci ricorda i "nuovi poveri", ad esempio i padri separati che versano l'assegno di mantenimento ai figli. Su 4 milioni circa 800 mila vivono sotto la soglia di povertà e in Italia sono il 63% dei senza fissa dimora (fonte Eurispes, 2016). Chissà, forse lui è intento a cercare lavoro in internet; si sa che dopo i 40 anni è ancor più dura. Ha tutto il nostro appoggio!


La povertà esteriore qui rappresentata ci ricorda la povertà di contenuti e delle relazioni umane che spesso è causata dall'uso errato dei mezzi tecnologici. WhatsApp, una delle più popolari app di messaggistica nel mondo, è stata definita "WhatsApp sfasciafamiglie"! Il tradimento è una minaccia dietro l'angolo se viene favorito da tanta semplicità e immediatezza nel veicolare messaggi. E pensate che queste sono proprio le caratteristiche vincenti di questi mezzi di comunicazione!


E' chiaro che oggi abbiamo un'infinita capacità di trasmettere qualsiasi messaggio anche in assenza di un messaggio vero e proprio! Questi oggetti di lusso, che sono diventati il simbolo della società moderna, a volte sembrano nati apposta per questo. D'altro canto, vi ricordate lo spot Telecom con Mahatma Gandhi che andava in onda nelle tv italiane nel 2004? Lui, guida spirituale che ha portato l'India all'indipendenza, ha dimostrato al mondo la sua grandezza prima dell'avvento dei nuovi strumenti di comunicazione. Chissà come avrebbe divulgato il suo messaggio se avesse avuto un cellulare di ultima generazione e l'accesso al mondo dei social network!


Quanto si parla di social network! C'è chi non può più vivere senza e chi li detesta. Ad ogni modo arriviamo tutti alla conclusione che non ci sia più un limite d'età per iniziare. I bambini sono incuriositi dai telefonini di mamma e papà e si avvicinano al mondo virtuale per gioco anche molto presto.

Vengono definiti simpaticamente "nativi digitali" perché crescono con questi dispositivi diventando degli adolescenti sempre connessi per i più svariati motivi: dalle ricerche scolastiche alla passione per la musica. Non è finita qui, oggi si parla di "mobile born" nati con smartphone e tablet in mano. Noi ci siamo resi conto con i nostri nipoti che i bambini molto piccoli hanno una predisposizione a maneggiare questi strumenti simulando gli adulti, spesso quando hanno appena imparato a stare in piedi! Non arrivano neanche alla televisione ma allungano un braccio per allargare l'immagine che vedono allontanando pollice e indice vicino allo schermo come fanno gli adulti. Wow!


L'artista ucraino Ryabkin quando ha dipinto il quadro "iPhone" (2017) avrà immaginato che il protagonista stesse ascoltando le sue canzoni ucraine preferite. La voce ammaliante di Jamala è divina! La cantante Jamala ha vinto l'Eurovision Song Contest 2016 con il brano 1944! Se non la conoscete è da ascoltare!


In "iPhone" la stanza spoglia ha pareti salmastre che sembrano ammuffite, il muro ha un buco nel quale si rintana un topolino e dal soffitto una lampadina ondeggia spenta senza il lampadario. Il colore predominante è il verde (sulle pareti, la camicia mal abbottonata e il riflesso sulla superficie del mare). Tanta freddezza è spezzata da qualche tocco giallo su quell'unico calzino, ahimè bucato, il sole e la lampadina.


La finestra è simbolo di libertà per fuggire da una realtà povera ma l'uomo volta le spalle alla luminosità dell'ambiente esterno che contrasta con il buio nella stanza. Il mare vorrebbe trasmettergli tranquillità e il sole calore ma lui è troppo assorto per accorgersene. Se la finestra fosse un valico virtuale starebbe ad indicare l'accesso al mondo dei social network (Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, Snapchat) in cui le persone comunicano, si conoscono, condividono pensieri e si omologano al sistema. Attenzione, non è positivo isolarsi in una realtà virtuale che sembri migliore di quella reale.


Questa bella immagine naturale di mare e cielo potrebbe anche essere uno degli altri dipinti dell'artista Ryabkin. E' grande per riempire il vuoto della solitudine e splendente per illuminare la stanza cupa. Rappresenta quindi, solo l'idea della fuga dalla realtà perché mostra un paesaggio dipinto, non reale come il mondo al'interno del suo cellulare con la differenza che il primo è statico e il secondo dinamico. Quest'uomo senza via d'uscita tra lo schermo dell'iPhone e il quadro che sembra anch'esso uno schermo è senza speranza in un presente povero. Adesso siamo davvero curiosi di conoscere la vostra interpretazione, cari Lettori scriveteci!


Vi salutiamo dunque, con la definizione di reale tratta dal film Matrix. Stupendo!

di Elena Sechet & Webmaster

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